Economia in ginocchio e sfollati in Emilia Romagna

E' salito a circa 7.000 il numero degli sfollati nei Comuni colpiti dal sisma: lo fa sapere l'Agenzia regionale di protezione civile. È stato necessario ricorrere a 4 nuovi moduli da 250 posti ciascuno, forniti dalle Regioni Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria e dall'associazione nazionale di Volontariato delle Misericordi. Ad oggi i numeri dell'accoglienza nei Comuni colpiti dal sisma sono i seguenti: 12 campi di accoglienza, 46 strutture di accoglienza al coperto (palestre, strutture comunali ecc.), 14 alberghi. Molti i volontari della protezione civile, impegnati nell’attività di assistenza, se ne contano oltre 1.200, di cui 700 sono provenienti dall'Emilia-Romagna e 500 da altre Regioni.

Le aziende sono in ginocchio e tanti sono i posti di lavoro a rischio. Migliaia di persone sono rimaste fuori di casa e molti preferiscono dormire in auto, persone senza vestiti, senza una casa, senza le loro cose più care. L’economia è in ginocchio, una delle cose più importanti è la ricostruzione, la ricostruzione di case, aziende, chiese, edifici storici ed artistici.

Il 20 maggio, a Modena, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha già detto che il governo “valuterà tutte le richieste fatte” dagli enti locali, coinvolti in questa terribile catastrofe naturale, come “il rinvio dei pagamenti, di tributi e dei contributi e la derogabilità al patto di stabilità”. Catricalà ha inoltre spiegato che “il quadro è serio” e che il governo ”considera questa emergenza non strettamente regionale, ma di carattere nazionale”.

Non meno seria la situazione nelle campagne: a decine di milioni di euro, secondo le prime stime, ammonterebbero i danni. Solo 150 milioni sarebbero la conseguenza della distruzione di oltre trecentomila forme di Parmigiano e Grana e centinaia gli edifici rurali lesionati o distrutti, secondo quanto rilevato dalla Confederazione italiana Agricoltori.

La Cia ha spiegato che i danni più ingenti sono stati registrati nei Comuni di Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Camposanto, Cavezzo, Carpi, Crevalcore, Sant’Agostino di Ferrara. Inoltre sono stati danneggiati diversi stabilimenti produttivi nella zona del Lambrusco, molti litri di aceto balsamico sarebbero ormai persi.

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