La liquefazione del suolo

Abbiamo sempre sentito parlare di terremoti, purtroppo, ma, il detto “viene a mancare la terra sotto i piedi” può tramutarsi in tragica realtà e può essere una realtà diversa da quella che conosciamo comunemente. Sotto alcune condizioni e per alcuni tipi di terreno il suolo sul quale ogni giorno camminiamo e che ci sembra solido e sicuro può trasformarsi in un liquido in tutto e per tutto paragonabile all’acqua. Un fenomeno incredibile e distruttivo, ma conosciuto e chiamato tecnicamente “liquefazione del suolo”, risulta particolarmente evidente duranti forti scosse sismiche.

La liquefazione del suolo può avvenire in particolar modo in terreni ricchi di acqua e prevalentemente sabbiosi. Nelle grandi pianure alluvionali possiamo trovare molti tipi di questo particolare terreno, in Italia, la Pianura Padana ne è l’esempio. Il corso dei numerosi fiumi ha rilasciato per secoli sabbia e limo in vari strati, poi ricoperti da terreno più solido.

Questi terreni sono tenuti insieme dall’attrito che i granelli di sabbia esercitano tra di loro e se sottoposti a sforzi o pressioni, l’acqua contenuta nel terreno tende a isolare i singoli granelli di sabbia, facendo in pratica mancare l’attrito, ovvero l’unica forza in grado di tenere insieme il sedimento. A quel punto si avrà un sottosuolo mobile, paragonabile all’acqua, sul quale galleggiano gli strati superiori (terreno, strade, case, grattacieli, ecc…). La stessa pressione poi, fa in modo che il sedimento sabbioso sotterraneo, ormai liquefatto, tende a risalire in superficie creando vere colate di acqua mista a sabbia e limo.

I terremoti forniscono pressioni e oscillazioni ideali affinchè il suolo si sciolga, ma basta ad esempio il peso (e quindi la pressione) di una grossa ruspa per fare collassare pericolosamente grandi porzioni di terreno. Insomma, il pericolo è sempre alle porte e per le popolazioni che vivono la tragedia del terremoto l’insicurezza di ciò che accadrà sembra non avere mai fine.

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