Un cambio di circolazione atmosferica alla base dello scioglimento record: global warming?

Minimo record di estensione dei ghiacci marini raggiunto. È successo lo scorso settembre, probabilmente grazie ad un significativo cambio di circolazione dei venti all’inizio dell’Estate.

L’ipotesi è stata avanzata da James Overland, oceanografo della NOAA (Ente Americano per lo studio degli Oceani e dell’Atmosfera). Lo scienziato è arrivato a questa conclusione attraverso l’analisi dei venti di giugno in sede artica negli ultimi 6 anni, un bel po’ di tempo ma una bella conclusione.

 

Dal 2007 i venti hanno abbandonato la consueta direzione Ovest – Est in favore di una sterzata Sud-Nord, favorendo l’immissione nell’Artico di aria più calda proveniente da zone più temperate.

 

L’aumento anomalo della pressione sulle coste del Nord America e sopra la Groenlandia: questa particolare configurazione sarebbe responsabile sia dello scioglimento dei ghiacci marini ma anche e soprattutto della perdita di spessore rilevata nel ghiaccio terrestre sopra la Groenlandia, evidenziata dai satelliti in particolare nello scorso mese di Luglio. Il motivo di questo netto cambio di circolazione atmosferico resta però un mistero.

 

È una, infatti, la domanda che continuamente tormenta gli scienziati: tutto questo fa parte del normale ciclo climatico terrestre oppure è una conseguenza del riscaldamento globale che ormai da più decenni è in corso sul nostro Pianeta?

 

A questa domanda ancora non si è trovata una risposta ben precisa, è probabile che gli scienziati debbano impiegare il loro prezioso tempo ancora per qualche anno prima di giungere ad una conclusione ma intanto lo studio della persistenza di questa anomalia nei prossimi anni sarà molto interessante da osservare e constatare.

 

È molto probabile che si giunga alla conclusione che tutto questo sia dovuto al riscaldamento globale che porta con sé sempre molte conseguenze, ma non ci resta che attendere per avallare questa ipotesi o scartarla.

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