I ghiacci al Polo nord

I ghiacci al Polo nord hanno ripreso ad incrementare il loro spessore dopo il minimo storico di Settembre, questo a causa del sopraggiungere della stagione più fredda, del vero inverno. Una ripresa che però, se comparata con le medie degli anni 1979-2008, appare assai lenta.

Dagli ultimi dati, mancano difatti all’appello oltre un milione di chilometri di superficie di ghiaccio rispetto alla media trentennale. Il recupero di superficie ghiacciata sembra quindi difficoltoso rispetto agli anni precedenti, in cui sembrava “viaggiare” ad una certa velocità, il tutto dopo un record di estensione minimo estivo. Visto l’andamento degli ultimi anni non è escluso che si possa ritornare a un’estensione in linea con medie degli anni 80 e 90 a fine inverno, tra i mesi di febbraio e marzo, prima di un nuovo brusco calo.

 

Una buona quantità del ghiaccio che si trova ora, in questo momento al Polo nord è “giovane”, poco spesso, questo a causa, molto probabilmente della sua rapida formazione nell’ultimo trimestre freddo. E’ superficie ghiacciata che purtroppo quindi si scioglie celermente al sopraggiungere della stagione estiva, a meno di un inversione di tendenza termica. Gode di ottima salute il Polo Sud con estensione di ghiacci sempre ben oltre la media degli anni 1979 – 2008.

 

Inoltre l'estate caldissima si è fatta sentire al Polo Nord, la superficie dei ghiacci si è ridotta a un livello mai registrato prima d'ora, superando di poco il precedente record negativo del 2007. L'allarme arriva dal Centro nazionale americano della neve e del ghiaccio (National Snow and Ice, Nsidc). Alcune immagini del satellite, scattate il 16 settembre, mostrano che la banchisa si è ridotta fino a 3,4 milioni di chilometri quadrati: il livello più basso dell'anno.

 

“Abbiamo raggiunto un territorio inesplorato: nel lungo periodo sappiamo tutti che il pianeta si sta riscaldando, ma nessuno era preparato a che ciò avvenisse così rapidamente”, dichiara il responsabile del centro, Mark Serreze.

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