Concorso per trasformare i resti della Concordia

È passato ormai quasi un anno dal disastro che coinvolse la nave crociera Costa Concordia e il relitto è ancora posato sui fondali dell’isola del Giglio in attesa di essere recuperato. Questo però non accadrà prima del prossimo autunno, con qualche mese di ritardo rispetto al previsto.

Ci si chiede: e se la Concordia rimanesse lì per sempre? A questo proposito è stato indetto un concorso per architetti e paesaggisti New Concord Island che gli scorsi mesi, con la collaborazione della rivista Domus, ha stimolato le fantasie di giovani appassionati di progettazione. L’obiettivo è uno e semplice: trasformare i resti del più grande naufragio dei nostri tempi in una visione artistica e offrire una reinterpretazione del disastro come opportunità di immaginare il futuro del relitto e della stessa Isola del Giglio.

 

Ecco i primi tre vincitori e le idee.

 

Primo posto: Realizzato dal duo londinese Alexander Laing e Francesco Matteo Belfiore, consiste nel sezionamento del relitto lungo la linea di acqua, mantenendo la parte immersa e rimuovendo la porzione emersa. Attraverso due passaggi sospesi si collega il relitto alla terra ferma.

 

Secondo posto: del milanese Vulmaro Zoffi l’idea di rimuovere la porzione emersa della nave e smontare alcune strutture verticali del relitto per generare nuove superfici artificiali a contatto con il fondo marino.

 

Terzo posto ex-aequo: ideato da Francesco Tonnarelli e Andrea Cippitelli di Macerata, è un progetto in più fasi: la rimozione del relitto, la costruzione di piattaforme con i materiali stessi della nave e la loro trasformazione in luogo per la balneazione.

 

Terzo posto ex-aequo: del londinese Wynn Chandra, la proposta prevede la progettazione di una nuova struttura geologica in cui gli ambienti acquatici naturali sono relegati all’interno di una matrice di strati di roccia dell’isola del Giglio.

Sembra quindi che si stiano progettando dei modi per “sfruttare” alla meglio la catastrofe, cercando di trarne dei vantaggi.

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