Nubifragio alluvione a Roma ottobre 2011

Sono passati pochi giorni dal nubifragio che ha colpito Roma, ma già si contano i danni e si cercano possibili responsabilità. Certo, il disinteresse totale per l’assetto idrogeologico che nel nostro paese è ormai consuetudine, non può essere ignorato, e anche Roma non è esente da colpe, poiché, purtroppo, soffre dei classici problemi di cui soffrono il 99% delle città italiane, piccole medie e grandi, ovvero una inefficace gestione delle acque reflue.

 

Ciò che è accaduto lo scorso 20 ottobre, però, andrebbe valutato tenendo conto dei dati metereologici in nostro possesso, che sono l’unico vero strumento di misura delle dimensioni di questo fenomeno, e indirettamente, anche delle presunte responsabilità in gioco.

 

Ma passiamo ai dati concreti. Il nubifragio di Roma è stato un evento eccezionale o un banale temporale di forte intensità? La risposta è semplice. A Roma centro sono caduti, in meno di due ore, circa 130mm di pioggia. Confrontando questo dato con la media delle precipitazioni del mese di Ottobre scopriamo che si è trattato di un evento eccezionale quanto imprevedibile. La media delle precipitazioni registrata finora , infatti, è di 87mm, distribuiti nell’arco di tutto il mese.

 

I 130mm in due ore, non sono neanche il dato peggiore registrato. Nella periferia di Roma, addirittura, sono state registrate precipitazioni record, che vanno dai 160 ai 230mm nel medesimo lasso di tempo. Ragion per cui ,c’era ben poco da fare. Quella di Roma è stata una vera e propria alluvione lampo.

 

Non occorre avere troppa memoria per ricordare, ad esempio, che proprio un anno fa, il 18 Ottobre 2010, vi fu un altro nubifragio a Roma, con precipitazioni pari a 84mm in 3 ore, sufficienti per far straripare il Tevere in alcune zone.

 

Quindi, l’argomento caldo di cui parlare, in questo caso, non sono le responsabilità degli amministratori (che pur esistono e sono state decisive in altri casi) e le carenze strutturali delle nostre città, ma i cambiamenti climatici e l’aumento della frequenza di fenomeni atmosferici eccezionali (proprio come l’alluvione di Roma), in special modo sulla penisola italiana.

 

Forse è il caso di riflettere più sugli avvertimenti che la natura ci sta inviando, a suon di nubifragi, alluvioni, frane ed altri fenomeni simili, magari prima che si verifichi qualche altro evento eccezionale con danni e numero di vittime ancora superiori.

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